Game Over o Rien ne va plus

di Pasquale Russo

roulette

Sguardo oltre al mondo del coronavirus con noi essere umani ospiti

E’ qualche tempo che molti invitano a guardare al giorno dopo, a quando il contagio in Italia sarà sotto controllo, come se l’Italia fosse o potesse essere separata economicamente e epidemiologicamente dal resto del mondo, perché bisogna sapere che il giorno dopo ci sarà, ma sarà quello del Mondo. Però proprio perché noi Università siamo tenuti a guardare al futuro eccomi a cercare un antivirus del giorno dopo a cui anche questo sito è dedicato e provando a mettere in fila idee, quasi un ragionamento.

Park Jong-Hyuk, medico di famiglia e portavoce della Korean Medical Association ha chiesto al Governo un divieto totale di ingresso agli stranieri ed ha affermato: “È tempo di fare sforzi per proteggersi reciprocamente a livello globale praticando il distanziamento sociale internazionale”.

Questo nuovo concetto ”distanziamento sociale internazionale” viene suggerito al dott. Park dalla certezza che l’infezione possa essere reintrodotta all’interno dei confini coreani da persone asintomatiche, portatrici inconsapevoli del virus. La Corea del Sud che inizialmente ha richiesto ai viaggiatori soltanto di alcuni Paesi di mettersi in quarantena al loro arrivo, questa settimana ha ampliato l’elenco fino a estenderlo a tutte le nazioni del mondo.

Il timore è che l’epidemia, che è esplosa in Asia e si è diffusa in Occidente, sia ora a rischio di rimbalzo e possa ritornare in Asia come in un ping pong.

Tant’è Hong Kong, che aveva ridotto i nuovi casi giornalieri ad una sola cifra, improvvisamente ha visto un picco di 65 nuovi casi in un solo giorno.
Il Giappone dove le infezioni erano rimaste relativamente controllate, i casi sono iniziati a salire con il ritorno dei viaggiatori dall’estero.

Il paziente zero

Il terrore è il “paziente zero”, perché la pandemia da coronavirus in Italia è partita da un solo contagiato, cioè è stata sufficiente una sola persona per provocare in due mesi 14.000 morti e il collasso di un Paese.

Così per cercare di arginare l’aumento dei contagi dovuti ai cittadini che ritornano in patria, i governi hanno bloccato gli ingressi, cancellato i voli, sottoposto a quarantena tutti coloro che rientrano, utilizzando braccialetti per la loro localizzazione, minacciando sanzioni penali e restrizioni della libertà personale e si stanno attrezzando affinché, fino alla scoperta e produzione del vaccino, dovranno controllare tutta la popolazione continuamente e a partire da coloro che viaggiano.

In sostanza si sta creando un mondo totalmente diverso dove libertà individuali, privacy, mobilità e socialità vengono cancellate dalla necessità di ristabilire la salute pubblica.

Il mondo che sarà

Questo nuovo mondo possiamo provare ad intuirlo guardando a cosa succede nel settore del turismo come esempio della globalizzazione e mobilità internazionale.

Nel 2018 ci sono stati oltre un miliardo e 400 milioni di turisti nel mondo, con una spesa di circa 1600 mld di Euro, quasi quanto il PIL dell’Italia. Nel 2020 quanti saranno? E nel 2021? Ad oggi per fare una settimana di vacanza all’estero bisognerà fare 14 gg. di quarantena all’andata e 14 gg. di quarantena al ritorno. Una follia!! E per i prossimi sei mesi è probabile che sarà così.

Nel 2019 200 milioni di studenti hanno studiato fuori dai loro paesi di origine, nel 2020 quanti faranno la scelta di andare a studiare all’estero? E che tipo di controlli imporranno i paesi riceventi per evitare il ravvio dei contagi da coronavirus?

Intanto la Carnival, una delle maggiori compagnie di crociere, sta per dichiarare fallimento e le compagnie aeree hanno chiuso il 94,5% dei voli.

Un imprenditore, mio amico, fa due viaggi al mese in due paesi diversi dell’Asia e resta nelle sue aziende mediamente una settimana.
Ora se per ogni viaggio dovrà fare 14 giorni di quarantena, se ne deduce che non gli sarà più possibile seguire le sue aziende e infatti sta pensando di chiuderle.

Per immaginare il giorno dopo bisogna assumere il dato che questa condizione di limitazione della mobilità si manterrà almeno finché non avremo un vaccino, cioè tra 12 – 18 mesi e dopo che almeno 5 mld di persone si saranno vaccinate.
Al momento ci sono circa 20 vaccini in studio al mondo e se anche si dimezzeranno i tempi di test e produzione, bisogna sperare che il COVID-19 come è scientificamente chiamato il coronavirus non si comporti come la normale influenza perché allora ci dovremo vaccinare per sempre.

Per questo ritengo che sia ingenuo immaginare di essere come in un casinò davanti ad una roulette dopo il croupier ha pronunciato il RIEN NE VAN PLUS, come se ciò che è accaduto fosse soltanto una “delle mani“ da giocare e quindi sarebbe sufficiente mettersi in difesa ad aspettarne un’altra per puntare di nuovo, ma restando nello stesso casinò, con le stesse regole, con gli stessi personaggi.

Probabilmente andiamo verso un GAME OVER perché anche se il vaccino arriverà entro 9 mesi cioè a gennaio 2021, ci vorrà almeno un altro anno per vaccinare 5 miliardi di persone e sanificare l’intero globo e a quel punto sarà avvenuta una strage di imprese e competenze e il casinò sarà raso al suolo.

Uno delle sale del casinò su cui viene accentrata l’attenzione è quello delle borse valori, ci viene evidenziato che il Dow Jones, l’indice della Borsa di New York ha perso il 23% dall’inizio dell’anno bruciando oltre 5000 miliardi di dollari, due volte e mezzo la manovra monstre di Trump e tutti i mercati azionari hanno complessivamente bruciato vicino ai 20.000 miliardi di dollari e si affollano continui dibattiti e studi su come ricostruire il sistema finanziario dopo la fine della pandemia per continuare a giocare.

Ma non è il tema più importante perché invece servirebbe studiare e capire gli effetti della pandemia da coronavirus su altri aspetti della vita delle nostre società per poi progettarne la ricostruzione e tra i tanti i primi mi vengono alla mente sono i seguenti:

  1. La Politica, con il progressivo accentramento dei poteri sui Governi;
  2. La Religione, con la chiusura dei luoghi di culto, dei pellegrinaggi, della mondializzazione e l’ansia degli uomini di affidarsi ad un essere salvifico;
  3. I Sistemi educativi, con la chiusura delle scuole e delle università e il trasferimento online di molte attività e il probabile blocco dello studio all’estero;
  4. Il Lavoro, con 50/100 milioni di posti di lavoro in meno in tutto il mondo;
  5. L’Economia, con la morte della supply chain mondiale e l’affondamento della più grande economia del mondo quale quella degli USA;
  6. La Sovranità, con il rafforzamento delle frontiere fisiche e l’erosione delle frontiere economiche soprattutto per paesi deboli come l’Italia che possono rischiare il default finanziario;

Ed è cosi vero che la borsa non è il tema più importante se guardiamo ad alcuni segni poco noti ai più quali il Volatility Index che misura la volatilità implicita dello S&P e che il 1 Aprile 2020 è letteralmente decollato di oltre il 36% riportandosi ai livelli toccati nel 2008, anno del crac di Lehman Brothers, l’indice è anche noto sui mercati internazionali come indice della paura visto che più le situazioni sono incerte, più tende a salire.

Ora questo fa il paio con la metafora più ascoltata in questi giorni e cioè che siamo in una buia notte e/o che aspettiamo di vedere la luce in fondo al tunnel e così mi viene in mente un’altra metafora. Quando un’automobile di notte con gli abbaglianti accesi illumina un animale che attraversa la strada, l’animale per la paura si blocca, la paura lo paralizza e l’animale non ha scampo, GAME OVER. La Finanza mondiale ha paura e rischia di essere investita dalla macchina ad alta velocità della pandemia.

L’Antivirus

Ed è da queste idee sparse che riesco ad intravedere l’antivirus dell’Italia perché le nazioni che hanno basato la loro economia sul terziario e sui servizi rischiano il GAME OVER, mentre l’Italia che per fortuna è ancora fortemente manifatturiera uscirà da questa crisi se investirà sia sulle sue imprese quelle che fanno oggetti, che creano oggetti che inventano, sia se le Università prepareranno imprenditori, innovatori e non soltanto bravi amministratori.

L’Italia deve approfittarne per cambiare, per diventare più aperta verso il resto del mondo puntando sulla ricerca per un nuovo Risorgimento, credendo nelle “research university” e proponendosi come una Research Country come nei fatti è sempre stata nella sua storia. Meno cultura burocratica, più cultura dell’obiettivo e della responsabilità.

Questo è il nostro antivirus, quello che ci ha fatto superare tutte le pandemie della Storia passata e che ci farà superare anche questa e sono convinto che quando il vaccino sarà nel nostro sistema immunitario, come paese saremo più forti e, con migliore stile italiano, potremo riprendere senza timori a viaggiare, a fare sport, ad andare in chiesa, a mangiare una pizza, a chiacchierare al bar o in piazza, a riempire le aule per studiare, a riempire i reparti delle fabbriche, insomma a vivere.

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