Inps down. Coronavirus e Burocrazia digitale

di Massimo Micucci

tastiera computer

La mia commercialista: “Vuole chiedere il bonus di 600 euro Inps per il Coronavirus? Le basta un Iban, un cellulare, una email ..ah e il Pin dell’Inps”. Io quando sento PIN tremo, ma questa mi sembra una cosa buona. Provo, voglio vedere: come per tutti il sito Inps fa le bizze. Ho il pin salvato, ma non va più bene. Tento il recupero, passando per lo Spid, sempre per il malfunzionamento di my Inps, mi fermo e fatico due giorni, tra una videoconferenza e l’altra, finalmente recupero il Pin. Lo trasferisco. Vedremo.

Conseguenze dell’Inps Lockdown

Che il sito dell’Inps sia andato knockout per un attacco di hacker o per un cattivo funzionamento è grave ma non “dirimente”. Ora sembra che funzioni e che sia stato erogato il primo miliardo. Se, alla fine, si erogheranno 6 mld ai lavoratori autunomi in pochi giorni, come primo ristoro, sarà comunque un risultato positivo, vista l’eccezionalità della tragedia.

Una Lezione

Cosa mi importa, più dell’accertamento delle “colpe”? Trarre qualche lezione utile: sulla “resilienza” dei servizi e sulla loro accessibilità. Milioni di persone sono andate in smartworking , formazione a distanza, etc , senza aver bisogno dello spid, e nemmeno della PEC. Quanti, insomma, non ne hanno avuto bisogno? Quanti hanno una firma digitale? Quanti usano un conto online? E che cosa ne pensano?

Semplificare i servizi digitali

Se alcuni di questi servizi hanno funzionato poco, male o sono stati hackerati, forse non basta “rafforzarli”. Molto va sfoltito o abolito anche nella “burocrazia digitale” pubblica e privata

L’apertura di un conto corrente può avvenire online solo in pochi casi? L’accesso al “cassetto fiscale” è cosa diversa per una persona e per una ditta individuale, e da myInps. Lo Spid serve ad alcune cose e non ad altre. Il Codice Fiscale basta per alcune cose e non per altre. Con la identificazione a monte della carta di credito o della Sim, posso essere tracciato , in parte con la tessera sanitaria, ma posso fare certe cose e non altre, in certi posti (biglietto bus, pagamenti vari), ma non in altri. I certificati li danno il tabaccaio ed il giornalaio, perchè l’autocertificazione della mobilità emergenziale, é stata cartacea? Perchè non è tutto interoperabile se non per i doveri? Dopo il Coronavirus dobbiamo eliminare gli ostacoli alla vita di prima, che abbiamo superato da soli o grazie a semplificazioni straordinarie. Sono vere e proprie minacce. visto che riducono le possibilitá di riapertura e ripresa.

Basterebbe implementare quattro semplici principi

  1. Tutto ció che si può fare offline, deve poter essere fatto anche online (qualunque device abbiamo) ed in sicurezza
  2. Se il servizio non funziona deve esserci una “alternativa di continuità” semplice . (P IVA e Iban senza myinps e controlli ex post, sarebbero bastati)
  3. Le eccezioni alle regole 1 e 2 devono essere giustificate
  4. I controlli (ex-post) devono sostituire autorizzazioni (ex ante)

Un vero giorno dopo é semplice e senza “burocrazia digitale” .

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