Smart University: è tempo di scelte coraggiose

di Massimo Micucci

mercatino di libri usati

Il Ministro per la Ricerca e l’Università, Gaetano Manfredi ha espresso forte “preoccupazione per le ricadute che la crisi economica potrebbe avere sulle iscrizioni all’ università. Questa crisi ci ha insegnato che abbiamo bisogno di più competenza, ricerca, scienza. Il rischio di un calo di immatricolazioni sarebbe un pessimo segnale per la ripartenza del Paese”. E’ stato importante restare in piedi a distanza ma rischiamo comunque di essere schiantati proprio all’istruzione terziaria.

Dopo la crisi del 2008 c’è stato un calo del 20% delle iscrizioni alle università. Il tasso di istruzione? Tra i 25/64enni italiani: solo il 4% ha almeno la laurea triennale, contro il 17% dei paesi Ocse; solo il 27% dei giovani tra i 25 ed 34 anni sono laureati, contro una media Ocse del 44%. Tra i due generi gli uomini sono molti meno rispetto alla donne (20% contro 33%). Eppure studiare conviene: dà più opportunità di lavoro e consente guadagni maggiori. Anche se in Italia la quota di laureati che lavora è tra le più basse al mondo: appena l’81 per cento. L’educazione permanente?

Solo il 25% degli italiani studia e si aggiorna anche in età adulta. La media Ocse è il doppio. Dove crediamo di andare senza senza universitari dopo lo shock epidemia?

L’emergenza Coronavirus rischia di determinare un taglio radicale di conoscenze e competenze che si ripercuoterebbe sull’occupazione,
sulle possibilità di resilienza delle risorse umane e sulla ripresa di un paese, già fortemente provato anche prima, La questione non è solo quando e come riaprire, bisogna mettersi a correre. Va esercitata una spinta straordinaria assieme ad una profonda rivoluzione della formazione terziaria.

Tre proposte per dinamizzare subito ed in modo radicale l’intero sistema

  1. Un borsa di studio universale di 3000 euro, per favorire l’accesso agli studi universitari, per il pagamento delle tasse universitarie, dei libri di testo e delle spese connesse per tutti coloro che iniziano e completano un ciclo universitario di laurea e/o laurea magistrale. In aggiunta ad i vantaggi giá esistenti
  2. Totale ed integrale deducibilità fiscale delle spese universitarie delle persone, ed iper-ammortamento/incentivo, per le imprese, che sostengono la formazione, e rimborso degli oneri dei tirocini, stage e ricerca
  3. Radicale deburocratizzazione delle autorizzazioni, dei percorsi formativi e revisione dei requisiti minimi e criteri di valutazione ricorrendo ad auto-certificazioni ex ante ed audit ex post indipendenti di cui il Ministero si riserverà le linee di indirizzo e verifica
  4. Integrazione tra formazione, laboratori, esperienza lavorativa attraverso gli insegnamenti straordinari, valorizzazione degli “Open Campus” cioé laboratori interdisciplinari trasversali internazionalizzare

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